Questa stagione, l’Opera Festival of Chicago celebra l’opera italiana nella sua forma più viva: un mondo in cui l’arte non è soltanto una vocazione, ma un vero e proprio stile di vita. Siete invitati ad entrare nel cuore dello spirito creativo, dove il confine tra il palcoscenico e l’anima svanisce.
La stagione si apre con La Bohème di Puccini, il ritratto per eccellenza della vita “bohémien”. Nelle gelide soffitte di Parigi incontriamo i sognatori: poeti, pittori, filosofi e musicisti che sacrificano tutto per la propria arte e gli uni per gli altri. È una storia senza tempo di passione giovanile e della fragile bellezza di un amore che brilla intensamente prima che la fredda realtà del mondo si imponga.
Il viaggio prosegue nel mondo dorato e intenso del teatro con Adriana Lecouvreur di Cilea. Qui i riflettori si spostano sugli attori e i ballerini della Comédie-Française. Ispirato dalla vita di una vera icona del palcoscenico, questo gioiello del verismo racconta la vicenda di una leggendaria attrice intrappolata in una mortale rete di gelosia e intrighi politici. In una stagione dedicata a coloro che vivono per la propria arte, la storia di Adriana rappresenta la testimonianza suprema del potere della scena, dove persino un semplice mazzo di violette può diventare il simbolo di un ultimo, tragico calare del sipario.

Festival Young Artists Showcase
Domenica, 7 giugno ore 17:00
Northeastern Illinois University Recital Hall
Concerto gratuito
Lo Young Artist Showcase dell’Opera Festival of Chicago punta i riflettori sulla nuova generazione di talenti operistici. I giovani cantanti del programma Young Artist 2026 del Festival interpreteranno celebri brani del repertorio italiano, offrendo al pubblico un’entusiasmante anteprima delle voci e dell’arte che plasmeranno il futuro dell’opera.

Very Verismo!
Sabato, 13 giugno ore 19:30
Jarvis Opera Hall, Chicago IL
Una serata indimenticabile di splendore operistico. Questo concerto speciale riunisce gli artisti protagonisti della stagione dell’Opera Festival of Chicago.
Vi aspettiamo alla Jarvis Opera Hall dell’Holtschneider Performance Center per un’affascinante esibizione che celebra la ricchezza e la bellezza dell’opera italiana. La serata presenterà musiche dei grandi compositori del verismo, tra cui Puccini, Leoncavallo, Mascagni e Giordano, interpretate da un eccezionale cast di artisti. La soprano Alexandra Razskazoff, vincitrice delle Grand Finals della Metropolitan Opera Laffont Competition 2022, è stata definita dal New York Times una “soprano sinuosa e ricca di sfaccettature” e da Opera News una voce “ricca, dal timbro distintivo e penetrante, con uno splendido registro acuto”. Accanto a lei si esibiranno la soprano drammatica Zhanna Alkhazova, lodata da Opera News per il suo “suono luminoso e tagliente come una spada”; il tenore Nathan Granner, apprezzato per la sua “meravigliosa intensità” (Gramophone) e descritto come “un tenore travolgente, al tempo stesso potente e caldo” (Opera News); e il baritono Franco Pomponi, “un autentico interprete, un baritono dal timbro caldo e focalizzato, con un vero senso del legato italiano” (Chicago Tribune).

La Bohème, Giacomo Puccini
26 giugno, 1 & 5 luglio
North Shore Center for the Performing Arts in Skokie, IL
La stagione si apre con La Bohème di Puccini, il ritratto per eccellenza della vita “bohémien”. Nelle gelide soffitte di Parigi incontriamo i sognatori: poeti, pittori, filosofi e musicisti che sacrificano tutto per la propria arte e gli uni per gli altri. È una storia senza tempo di passione giovanile e della fragile bellezza di un amore che arde intensamente prima che la fredda realtà del mondo irrompa sulla scena.

Adriana Lecouvreur, Francesco Cilea
28 giugno & 3 luglio
North Shore Center for the Performing Arts in Skokie, IL
Basato sulla vita di una vera icona del palcoscenico, questo gioiello del verismo racconta la vicenda di una leggendaria attrice intrappolata in una mortale rete di gelosia e intrighi politici. In una stagione dedicata a coloro che vivono per la propria arte, la storia di Adriana rappresenta la testimonianza suprema del potere della scena, dove persino un semplice mazzo di violette può diventare il simbolo di un ultimo, tragico calare del sipario.